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| PRIMA PAGINA | 2009 ANNO 3 | NUMERO 10 | REDAZIONE | STATUTO FONDAZIONE | LETTERE | ||||||||||||
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solitamente in questo periodo tutta l’attenzione ABIO è concentrata sulla Giornata Nazionale, per l’importanza di questo evento che – anno dopo anno – diventa sempre più forte e significativo per tutti i volontari. Quest’anno però si sta realizzando un progetto che sarà per il Movimento ABIO una straordinaria esperienza di crescita e di aggregazione. Così come la Prima Giornata Nazionale fu – ormai cinque anni fa – un tentativo – coronato da grande successo – di far uscire i volontari dai reparti ospedalieri e portarli in piazza a testimoniare pubblicamente il valore e l’importanza del loro servizio a fianco dei bambini ospedalizzati e delle loro famiglie, così l’occasione che si è presentata di organizzare un servizio presso le tendopoli a L’Aquila ha fatto emergere qualcosa di nuovo e sorprendente. Il terremoto di L’Aquila è stato un evento che ha colpito profondamente tutti gli italiani e sono stati molti coloro che hanno sentito la necessità di esserci, per dare concretamente una mano a chi aveva perso, in un momento, la casa, gli oggetti familiari e talvolta anche un proprio caro. Anche i volontari ABIO si sono allora spontaneamente proposti, ma la loro disponibilità non poteva essere accolta perché i primi mesi richiedevano l’intervento di persone specializzate per il primo soccorso. Quando, nel mese di luglio, su invito del Ciessevi nazionale, abbiamo fatto circolare la scheda di adesione al Progetto di animazione per L’Aquila, la risposta ABIO è stata immediata e forte. In pochi giorni i turni di otto persone pronte a prestare servizio nelle tendopoli per una settimana, a partire dal 3 agosto, si sono rapidamente riempiti e qualche volta alcune disponibilità non hanno potuto essere accolte. Una volta attivato il servizio, nelle settimane di agosto e nelle prime
di settembre, si sono trovati, fianco a fianco, volontari ABIO provenienti
dalle varie città d’Italia che per la prima volta hanno potuto
mettere in comune le loro esperienze e condividere questi giorni di attività
nei campi. Sono stati giorni certamente faticosi ma pieni di significato:
vivere insieme la quotidianità nella tenda, condividere il pasto,
i ritmi della giornata, il pensiero, la generosa attenzione per chi ha
perso tutto, costituisce un prezioso patrimonio personale, che ora dovremo
cercare di far diventare un patrimonio comune. Questa iniziativa, inizialmente progettata fino alla fine del 2009, si
concluderà con la metà di settembre: la riapertura delle
scuole e la progressiva chiusura dei campi hanno consigliato di sospendere
il servizio dei volontari. Ne siamo dispiaciuti da un lato, ma speriamo,
d’altra parte che lo smantellamento delle tendopoli possa rappresentare
un vero e proprio passo avanti verso la normalizzazione della vita dei
cittadini di L’Aquila.
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