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Le testimonianze
dei volontari
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A partire da questo numero di Mondo ABIO
e nei prossimi, segnaleremo alcune testimonianze dei volontari
ABIO di tutta Italia che hanno partecipato a questo importante
momento di condivisione con i principi che fondano il servizio
di volontariato ABIO, dando il supporto presso i campi dei terremotati
Navelli e Tempera.
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"Mentre scrivo sono seduto in casa tranquillo,
niente rumori, niente traffico atipico fatto di lunghe file
di camion che trasportano macerie o cemento per la ricostruzione,
niente enormi ruspe o mezzi dei Vigili del Fuoco o della Protezione
Civile. Allora il pensiero vola verso il Campo di Tempera/S.
Biagio che per una settimana è stato la casa e che ci
ha scosso di dentro al punto di sentirci un’unica grande
Comunità che, nella disgrazia, ci ha dato un enorme arricchimento
e una grande esperienza di vita.
Rivedo due anziani, marito e moglie, che di mattino, all’ombra
di un albero, stanno guardando il loro campo, unica risorsa
rimastagli, terreno situato a fianco di enormi cumuli di macerie.
Rivedo i visini e i sorrisi di Chiara, di Pietro e di Ester
che desidera portarci a Paganica per farci vedere la sua scuola,
di Benedetta, e dei tre fratellini Cosmin, Cinzia e Alessandro,
che abitano fuori del campo, con i quali abbiamo fatto prima
amicizia e poi lavorato e giocato.
Ripercorro la passeggiata del venerdì mattina fatta con
i bimbi al parco di Paganica dove il gruppo si è ingrandito
in quanto ai nostri bimbi si sono uniti quelli del luogo.
Tutto diventa facile e siamo molto caricati, non c’è
orario: mattino, pomeriggio dopo le 16 per il caldo, la sera
dopo cena sino verso le 23. Il Campo ci conosce, le nostre magliette
danno sicurezza, i bimbi ci cercano e le mamme ce li lasciano.
Pensiamo di potere andare a dormire, ma è allora che
ci cercano anche gli adulti che vogliono cimentarsi con il gioco
a quiz fatto con i bimbi e così arriva l’una e
l’appuntamento per la sera dopo, tutti assieme a cantare
e ballare al karaoke.
Alla fine della settimana, è domenica mattina, il momento
pesante è quello dei saluti, degli abbracci: il cuore
è gonfio d’emozioni, i pensieri ruotano vertiginosamente
e rimbomba nella testa la loro preghiera “NON DIMENTICATECI”.
Una bimba mi chiede perché torno a Milano e alla mia
risposta mi dice: “Vai a Milano prendi l’ufficio
e portalo qui così potrai continuare a giocare con noi”.
A questo punto non ce la faccio più…giro la testa
e penso con gioia che lunedì arrivano altri ABIO.
Grazie ABIO per quello che ci dai, grazie gente d’Abruzzo
per la vostra generosità e per averci accolti a braccia
aperte, NON VI DIMENTICHEREMO.
Un grande e caloroso grazie a tutti i componenti di ABIO L’Aquila
che si sono resi disponibili aiutandoci in tutti i modi: e a
Maria che con tanta generosità ci ha messo a disposizione
la sua tenda con lenzuola e coperte."
"Credo sia importante farvi partecipi di qualche riflessione,
emozione di questa esperienza così speciale ed intensa.
È stato per ABIO un mettersi in gioco, nel senso che
si portava il bagaglio della formazione di ciascun volontario,
delle proprie esperienze in un contesto così particolare,
non immaginabile. E qui, parto dalla mia esperienza presso il
campo di Navelli, dove sono venuti fuori il senso del “servizio”,
la capacità di ascolto discreto che ABIO ci insegna in
ogni nostro turno in ospedale, l’avvicinamento gioioso
dei bambini e la fiducia delle loro famiglie.
Certo era tutto così diverso dalla sala gioco. Lo spazio
dove giocare con i bambini, quindi anche proprio le attività
da fare con loro; ascoltare i ricordi di quella notte talvolta
solo abbozzati e non ben definiti nei bimbi più piccoli,
talvolta invece così pieni di particolari e di domande
senza risposte di quelli un po’ più grandicelli
e degli adulti.
Denominatore comune però con la sala gioco “l’immediatezza”
dell’approccio tra volontari, bambini e famiglie. I bambini
hanno imparato a riconoscere subito dalla nostra maglietta chi
era lì per regalare un sorriso, per stare con loro tornando
anche lui un po’ bambino; gli adulti vedevano in questa
sintonia affetto, rassicurazione e supporto.
Donatella, una bimba di 6 anni, per rassicurare un’altra
bambina appena portata dalla mamma per stare con noi e che era
un po’ timida ed un po’ triste perché la
mamma la stava salutando per andare a lavorare le ha detto:
“stai tranquilla, tu vai da chi ha l’orso sulla
maglietta perché è venuto qui per giocare con
noi”.
Queste parole credo siano la conferma “di una scommessa
riuscita”: scoprire come le finalità della nostra
associazione siano così profonde da poterle perseguire
anche in ambiti diversi."
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Veduta di Navelli




Volontari ABIO con i bambini terremotati |
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